{"id":611,"date":"2018-11-23T16:30:22","date_gmt":"2018-11-23T15:30:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.smspescatoripra.it\/?p=611"},"modified":"2022-02-12T14:28:56","modified_gmt":"2022-02-12T13:28:56","slug":"settimana-dedicata-al-pianeta-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.smspescatoripra.it\/index.php\/2018\/11\/23\/settimana-dedicata-al-pianeta-terra\/","title":{"rendered":"Settimana dedicata al pianeta terra"},"content":{"rendered":"<p>Genova, li\u00a0 23_11_2018<\/p>\n<p>Articolo\u00a0 scritto dal nostro socio dott. Fabio Poggio che vale la pena di leggere fino in fondo\u00a0 .<\/p>\n<p>\u2026.e dunque siamo giunti al 2\u00b0 appuntamento\/evento con le Scuole elementari, medie inferiori e superiori, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi ( attraverso delega logistica ai diversi Ordini geologici regionali ), con il patrocinio del Ministero dell\u2019Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.<\/p>\n<p>Lo scorso anno, in relazione alla Settimana dedicata al Pianeta Terra, l\u2019argomento preminente era stato quello del Dissesto Idrogeologico. Quest\u2019anno il tema di divulgazione prescelto \u00e8 stato quello pi\u00f9 generale dei Georischi cui il nostro Paese \u00e8 soggetto.<\/p>\n<p>Il CNG ha fornito ai singoli relatori una serie di slides per la proiezione, quali traccia di massima per l\u2019esposizione, lasciando facolt\u00e0 a ciascuno di impostare la \u201clezione\u201d secondo la propria sensibilit\u00e0 e la propria idea di divulgazione scientifica.<\/p>\n<p>Va detto e sottolineato che in data 06\/11\/2018 l\u2019ORGL ha organizzato, c\/o la propria sede, ( Genova, Via XXV Aprile, 4\u00a0 ) un incontro propedeutico cui hanno partecipato i vari relatori ( tra i quali lo scrivente ), che si \u00e8 rivelato momento importante di discussione e confronto sulle modalit\u00e0 secondo le quali avrebbe dovuto svolgersi la \u201clezione\u201d.<\/p>\n<p>Come per l\u2019anno scorso, la Societ\u00e0 ASD SMS Pescatori Pra\u2019 (di cui il sottoscritto \u00e8 socio) ha contattato la Scuola Media Inferiore Villa Ratto organizzando l\u2019incontro presso il salone del Centro Remiero di Pra\u2019. Presenti le classi 1<sup>a<\/sup>C e 1<sup>a<\/sup>D, per un totale di 46 ragazzi\/e, accompagnati dalla loro docente, la Professoressa Valentina Cavallo e da altre due insegnanti, la Professoressa Laura Tonadini e la Professoressa Angela Altamura.<\/p>\n<p>La chiacchierata divulgativa, cos\u00ec mi va di chiamarla, ha avuto luogo dalle ore 12.00 alle ore 14.00 circa, con 10 minuti di intervallo centrale, durante i quali i soci della SMS Pescatori Pra\u2019 ( Iris, Betta, Lorenzo, Frinco ) hanno distribuito succhi di frutta ai ragazzi\/e.<\/p>\n<p>Il mio intervento \u00e8 stato introdotto\u00a0 dal Presidente della SMS Pescatori Pra\u2019, Lorenzo Spera, che ha spiegato come la Societ\u00e0 organizzi incontri su tematiche ambientali ( riguardanti sia il mare sia la terraferma ) e sociali., legate al territorio locale.<\/p>\n<p>Dopo una brevissima esposizione del percorso scolastico che mi ha portato ad esercitare la professione del Geologo, ho introdotto il concetto di Rischio Geologico, partendo dalla differenza tra Pericolosit\u00e0 e Rischio, rapportata al contesto della piena alluvionale. Ho elencato a ruota le principali Pericolosit\u00e0 geologiche: terremoto ( ed a volte susseguente tsunami o maremoto ), eruzione vulcanica, alluvione, frana, valanga, erosione costiera. Rischi per chi? <strong>:<\/strong> per l\u2019essere umano, per flora e fauna, per il territorio su cui l\u2019uomo vive e per tutto ci\u00f2 che l\u2019uomo ha costruito ( abitazioni, scuole, ospedali, fabbriche, aziende, strade, autostrade, ferrovie, dighe, ponti, aeroporti, viadotti, gallerie, etc ). Rischi da quando? <strong>:<\/strong> \u00a0per flora e fauna prima di 5 milioni di anni fa, rischi per l\u2019uomo e per tutto ci\u00f2 a lui correlato solo da 5 milioni di anni circa ( Australophitecus ramidus, Africa Orientale )\u2026\u2026..\u201d<em>ragazzi\/e, l\u2019ominide pi\u00f9 antico, il nostro antenato, discendeva direttamente dalle scimmie \u201d\u2026\u2026..<\/em><\/p>\n<p>Per parlare di pericolosit\u00e0 geologiche occorre giocoforza partire dalle forze endogene e dalla struttura della Terra ( crosta, mantello, nucleo ), per arrivare all\u2019enunciazione del nocciolo della questione, la Tettonica a zolle o a placche di Wegener che individua la suddivisione della crosta terrestre in una ventina di zolle, che si allontanano o si avvicinano o scorrono l\u2019una rispetto l\u2019altra, spostate dai moti convettivi che il calore del nucleo induce nel materiale magmatico (liquido viscoso) del mantello.\u2026\u2026\u2026\u201c<em>pensate ad un pentolino ricolmo d\u2019acqua sul fornello acceso, la fiamma rappresenta il calore del nucleo terrestre, l\u2019acqua che comincia a bollire ed a muoversi il magma del mantello\u201d<\/em>. \u00a0Il movimento delle zolle \u00e8 quantificabile in cm 1 \u2013 1,5\/anno, in Italia circa 5 mm\/anno al Sud e 1-2 mm\/anno in corrispondenza delle Alpi. \u2026\u201d<em>i movimenti sono molto piccoli e lenti, ma dobbiamo considerare i milioni di anni del tempo geologico, rapportati agli 80 anni del tempo medio della vita umana\u201d\u2026<\/em><\/p>\n<p>Ho mostrato poi la slide raffigurante Pangea e Pantalassa, 230 milioni di anni fa..\u2026. <em>\u201cvedete, ragazzi\/e, come la terra fosse un tempo configurata in un blocco unico, ad indicarci che siamo tutti fratelli\u201d\u2026<\/em> e poi la slide relativa all\u2019apertura dell\u2019Oceano Tetide, e quindi alle due zolle africana ed euroasiatica che fra 230 e 140 milioni di anni fa si allontanano, la crosta continentale si assottiglia sempre pi\u00f9 <em>\u2026..\u201dcome l\u2019impasto per il pane, che tirato ai due lembi finisce per spezzarsi\u201d <\/em>\u2026\u2026fino alla lacerazione, con risalita di magma dal mantello e conseguente formazione di nuova crosta oceanica, di intensa attivit\u00e0 vulcanica, di sedimenti<em>\u2026..\u201dvedete, il magma e ci\u00f2 che si depositer\u00e0 nell\u2019Oceano della Tetide, andranno a costituire le rocce delle nostre Alpi\u201d<\/em>\u2026..; a partire da 140 Milioni di anni fa il movimento si inverte, e le zolle cominciano ad avvicinarsi, fino a cozzare l\u2019una contro l\u2019altra ed a infilarsi ( la pi\u00f9 densa ) sotto l\u2019altra\u2026.. <em>\u201cle due zolle si urtano, le rocce vengono compresse e accartocciate, si piegano, vengono trascinate in profondit\u00e0, dove il calore le fonde, si trasformano in magma che risale in superficie lungo le fratture dando origine a nuovi vulcani, il terreno si deforma e viene alzato, e si formano cos\u00ec, fra 55 e 40 milioni di anni fa, le montagne delle Alpi<strong>; <\/strong>\u00a0e circa 15 milioni di anni dopo, tra 40 e 26 milioni di anni fa, Corsica e Sardegna ruotano da una posizione originaria circa E-W alla posizione N-S attuale, comprimendo e spingendo i materiali ( depositi terrigeni ) dell\u2019attuale Mar Tirreno e generando la catena appenninica. A poca distanza da noi corre il limite geologico fra Alpi e Appennini lungo una grossa frattura nelle rocce della crosta terrestre, chiamata faglia, che da Sestri Ponente arriva fino a Voltaggio; quindi, se camminate sui monti dietro Pra\u2019, a Punta Martin, siete sulle Alpi Liguri, viceversa se camminate dietro Genova, sul Monte Fasce, siete sugli Appennini Liguri\u201d\u2026<\/em><\/p>\n<p>A questo punto ho preso 5 campioni di rocce costituenti pieghe in cerniera ( 1 campione di\u00a0 Serpentinoscisto dal Rio Baiardetta, fra P.ta Martin e P.ta Pietralunga, 1campione di Calcescisto dalla Val Branega, 1 campione di Argilloscisto dalla zona di Montanesi, 1 campione di Calcare metamorfosato dal paese di Argentera, in Valle Stura, 1 campione di Quarzoscisto dalla Val Maira ), e li ho passati ai ragazzi \u2026. <em>\u201cle pieghe e le deformazioni che avete visto nell\u2019immagine proiettata, ora le avete sotto agli occhi in quei campioni di roccia\u201d\u2026<\/em>..; \u00a0i ragazzi hanno cominciato a passarsi i\u00a0 vari campioni e a vociferare interessati.<\/p>\n<p>Ho quindi proiettato la slide mostrante i margini delle placche e la distribuzione dei terremoti rimarcando che le zone nevralgiche, dalla catena alpina alla catena himalayana, l\u2019anello circumpacifico ( dal Giappone all\u2019Indonesia ), la costa pacifica americana dall\u2019Alaska fino al Cile, sono tutte zone in cui 2 zolle si muovono una contro l\u2019altra, infilandosi in alcuni casi l\u2019una sotto l\u2019altra<em>..\u2026\u201din Cile, dove la zolla oceanica di Nazca, pi\u00f9 densa, si infila lentamente sotto la zolla continentale del Sud America, si registrano piccole scosse di terremoto pi\u00f9 volte nell\u2019arco della stessa giornata, e cos\u00ec per ogni giorno, ininterrottamente\u201d\u2026.. <\/em>Ora potevo finalmente cercare di simulare il terremoto, prendendo un campione di carota di Calcescisto e fratturandolo con il martello geologico al di sopra di una caldarella\u00a0\u00a0 \u2026\u2026 <em>\u201cquando 2 zolle cozzano una contro l\u2019altra, si accumulano all\u2019interno delle rocce tensioni ed energia, fino a che questa energia e queste tensioni si liberano sotto forma di grosse fratture, con movimento dei due lembi a contatto, fratture chiamate faglie\u201d\u2026..<\/em><\/p>\n<p>Si \u00e8 parlato, proiettando le relative slides, di piano di faglia, di ipocentro, di epicentro, di magnitudo, di Scala Richter, di Scala Mercalli, dei terremoti recenti italiani, della variabilit\u00e0 del danno con la distanza in un terreno ideale e in un terreno reale.<\/p>\n<p><em>..\u201d l\u2019energia di un terremoto si trasmette attraverso delle onde sismiche, che si propagano fino alla superficie terrestre provocando uno scuotimento, maggiore dove i terreni sono sciolti (sabbie, ghiaie, argille) e minore dove \u00e8 presente roccia compatta, maggiore sulle cime dei rilievi e minore nelle zone di pianura; le onde sismiche sono un po\u2019 difficili da immaginare, pensate ad un grosso sasso gettato dentro ad un secchio d\u2019acqua colmo all\u2019orlo, il sasso crea movimento e onde facendo traboccare fuori l\u2019acqua\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Molto efficace a questo proposito \u00e8 risultata la slide sugli effetti provocati dal sisma, raffigurante l\u2019innesco di una frana in terra, frana che va a sbarrare ed ostruire, facendo effetto diga, un corso d\u2019acqua; l\u2019innesco di una frana per crollo in roccia, la fagliazione superficiale, con un blocco crostale che si innanza rispetto al dirimpettaio che si abbassa, la rottura di stalattiti e stalagmiti in grotta.<\/p>\n<p>Di impatto la proiezione delle slides raffiguranti i danni provocati dal sisma con esempi di citt\u00e0 di tutto il mondo, ma eccezionali le due slides video, di produzione americana :<\/p>\n<ul>\n<li>La prima mostrante gli effetti dell\u2019amplificazione delle onde P, S ed L via via maggiori passando da roccia sana e compatta a terreno sciolto ed infine a sabbia e fango saturi, sotto falda, mostrando come edifici costruiti con gli stessi criteri abbiano reazioni ben diverse a seconda del terreno su ci sono fondate, resistendo alle scosse sismiche gli edifici su roccia ed andando completamente distrutti quelli su sabbia e fango; la prima illustrante anche il diverso scuotimento cui gli edifici sono sottoposti al passare delle onde P ( di compressione, le prime ad arrivare ai sismografi perch\u00e9 le pi\u00f9 veloci ), le onde S ( di taglio ), le onde L ( di Love, generate dalle onde P ed S, quando queste arrivano in superficie ).<\/li>\n<li>La seconda mostrante la liquefazione delle sabbie sature all\u2019arrivo delle onde di taglio <strong>:<\/strong> un secchiello pieno d\u2019acqua viene lentamente riempito di sabbia di mare fino all\u2019orlo, dopodiche\u2019 un parallelepipedo di roccia viene poggiato sulla sabbia e pressato su questa; la mano comincia poi a percuotere con colpetti frequenti di taglio il fusto laterale del secchiello; il parallelepipedo comincia a sprofondare nelle sabbie sciolte sature d\u2019acqua, come un edificio, sottoposto a onde di taglio, sprofonderebbe in sabbia e fango saturi a causa della liquefazione dei terreni.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questi due filmati non hanno emozionato solo i ragazzi, ma tutti gli astanti ( Betta, mano a mano che il parallelepipedo sprofondava, strabuzzava sempre pi\u00f9 gli occhi! ).<\/p>\n<p><em>\u2026\u2026 \u201cla casa in cui abito, situata a circa 250metri da qui, \u00e8 stata costruita ai primi del 1900, in pietrame e malta di calce, ed \u00e8 fondata su sabbie e ghiaie, con la roccia ( calcescisto )\u00a0 a \u00a08 metri di profondit\u00e0 e falda acquifera salmastra a circa 5\u00a0 metri dall\u2019attuale piano asfalto. In caso di sisma di entita\u2019 pari\u00a0 a quello che ha colpito nel 2016 la zona a confine tra Umbria, Lazio, Marche ed Abruzzo molto probabilmente crollerebbe. Fortunatamente Genova non \u00e8 pericolosa dal punto di vista sismico e la Liguria lo \u00e8 solo nel ponente ( Bussana Vecchia nell\u2019entroterra sanremese \u00e8 stata distrutta dal Terremoto del 1887) e nello spezzino, al confine con la Toscana; e comunque tutte le nuove costruzioni devono<\/em> essere edificate con criteri antisismici e debbono essere adeguatamente fondate\u201d\u2026\u2026.<\/p>\n<p>Per ultimo, utilizzando un filo a piombo da Muratore, ho fatto loro vedere il principio di funzionamento del sismografo.<\/p>\n<p>Sono poi passato a parlare di Pericolosit\u00e0 e Rischio vulcanici, mostrando la ubicazione dei vulcani italiani su cartografia, e soffermandomi soprattutto sul rischio rappresentato dal Vesuvio, vulcano attivo e da troppo tempo silente, sulle cui falde e zone limitrofe abitano purtroppo quasi 1 milione di persone; uno studente ha ricordato l\u2019eruzione del 79 d.C. , che ha distrutto Ercolano e Pompei. Ho fatto vedere poi loro qualche campione di roccia lavica da me raccolti in Islanda, durante il trekking Landamanalaugar \u2013 Porsmork &#8211; Skogar e le foto di me e Paola, durante il viaggio di nozze alle Eolie\u2026..sul bordo del cratere di Vulcano, al contatto fra il giallo fiammante dello zolfo, il marrone chiaro della roccia lavica e l\u2019ocra dei grossi frammenti delle bombe a crosta di pane, fra le fumarole dei vapori sulfurei, e durante l\u2019ascesa al cratere di Stromboli. Momento emozionante questo, con tutti i ragazzi intorno che mi ponevano una domanda dopo l\u2019altra e vociferavano tra di loro.<\/p>\n<p>Sono dunque finalmente arrivato al Rischio Geologico che pi\u00f9 interessa la Liguria, quello da alluvioni e frane ( Rischio Idrogeologico ).<\/p>\n<p>Prima di entrare nel vivo dell\u2019argomento, ho ritenuto opportuno fare un accenno alle forze esogene che agiscono sulla superficie terrestre ( insolazione, pioggia, neve, grandine, vento, gelo\/disgelo ) e, attraverso una slide, ho enunciato velocemente cosa si intende per erosione dei rilievi, per trasporto delle particelle disgregate da parte dei corsi d\u2019acqua, per sedimentazione delle particelle trasportate nei mari, alla foce dei corsi d\u2019acqua medesimi.<\/p>\n<p>Quando si verifica un\u2019alluvione? <strong>: <\/strong>quando a seguito di precipitazioni molto intense e\/o prolungate, un torrente\/fiume si ingrossa, quindi il livello delle sue acque si innalza, fino a fuoriuscire dagli argini, naturali o artificiali\u2026..<\/p>\n<p>Ho mostrato loro il filmato riguardante lo straripamento, nel settembre 1993, del Rio San Pietro a Pra\u2019, fatto vedere ad altre 2 classi l\u2019anno scorso, che provoc\u00f2 la morte del Dottor Achille Dapelo e danni ingentissimi alla popolazione praese.<\/p>\n<p>Si \u00e8 poi parlato di allertamento dello scenario di\u00a0 Rischio Idrogeologico da parte del Servizio di Protezione Civile del Comune di Genova, con solo alcuni cenni veloci sul ruolo che il Servizio di Protezione Civile svolge, omettendo di parlare, per limiti di tempo, della sua struttura e del suo funzionamento.<\/p>\n<p>Avendo poi poco tempo per parlare di frane, ho fatto vedere 1 sola slide, mostrante i fattori geologici ed antropici <strong>causa dei movimenti franosi<\/strong> e mostrante l\u2019immagine di una frana in roccia e di un frana in terra.<\/p>\n<p>Per quanto attiene la frana in roccia, ho proiettato una foto della frana di Arenzano, che ha interessato l\u2019ammasso roccioso prasinitico degradato all\u2019uscita della galleria del Pizzo in direzione Savona, mostrando loro uno spezzone di carota di Prasinite e dicendo che sia per la \u201cstratificazione\u201d sfavorevole della roccia (superficie di scistosit\u00e0 sub verticale a franapoggio), sia perch\u00e9 la base (il piede) e quindi il sostegno della roccia\u00a0 sono stati compromessi dall\u2019uomo, la frana ha potuto avere luogo, ma che sarebbe stato possibile evitarla, con comportamenti virtuosi di prevenzione e salvaguardia.<\/p>\n<p>Per quanto attiene la frana in terra, essendo la tipologia di frana costituita da <strong>coltre terrosa che si muove sul substrato roccioso<\/strong> una fra le pi\u00f9 frequenti in Liguria, ho pensato di portare 2 sacchetti in plastica trasparente di sabbia ed 1 di argilla, ed alcuni spezzoni di carota di roccia di varie litologie<em>\u2026\u2026\u201dla sabbia, ragazzi , \u00e8 molto permeabile all\u2019acqua, dalla quale si lascia attraversare facilmente, mentre l\u2019argilla \u00e8 impermeabile, non si lascia attraversare dall\u2019acqua\u201d\u2026<\/em>\u2026\u2026\u2026.i ragazzi cominciavano a infilare le mani per riempirle chi di sabbia, chi di argilla<em>\u2026..\u201din Liguria la terra che ricopre la roccia \u00e8 formata suppergi\u00f9 da sabbia mista ad argilla ( cui devono aggiungersi frammenti piccoli di roccia)\u201d\u2026.<\/em> ho cominciato a impastare insieme sabbia a argilla ma la cosa \u00e8 degenerata perch\u00e9 i ragazzi, ormai quasi tutti in piedi, volevano mischiare argilla e sabbia con le mani. <em>\u2026\u2026\u201dsabbia ed argilla insieme hanno una permeabilit\u00e0 a met\u00e0 tra quella della sabbia e quella dell\u2019argilla; se piove molto, l\u2019acqua penetra nella terra e la impregna \u00a0aumentandone il peso, e andando poi a scorrere fra la terra e l\u2019inizio della roccia, favorendo cos\u00ec e predisponendo il movimento della terra sulla roccia, e quindi la frana\u201d\u2026..<\/em><\/p>\n<p>Quando i tasti del portatile erano ormai colore dell\u2019argilla, impermeabili ad ogni liquido, ho deciso di chiudere i sacchetti e di farli sparire\u2026e mentre urlavo, ormai inascoltato, che la professione del geologo \u00e8 molto bella e interessante ed essenziale per il territorio, ma che nel nostro paese deve essere valorizzata, ci siamo salutati ed i ragazzi, raggruppati dalle professoresse, hanno fatto ritorno a scuola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un ringraziamento a Iris, Betta, Frinco, Lorenzo, Angela, Emilio.<\/p>\n<p>Un ringraziamento a mio fratello Cesare (che da anni fa divulgazione scientifica in relazione alla subacquea ed alle bellezze del Mare).<\/p>\n<p>Un ringraziamento a Vittorio di Pra\u2019 Mare.<\/p>\n<p>Un ringraziamento a Fabio Rivolta, a Luca Sivori, a Maria Cascino ed a tutti i colleghi con cui ci si \u00e8 confrontati.<\/p>\n<p>Un ringraziamento particolare a mia moglie Paola, che mi supporta e mi sopporta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fabio Poggio<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genova, li\u00a0 23_11_2018 Articolo\u00a0 scritto dal nostro socio dott. 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